Quando accompagno qualcuno a visitare un appartamento, la visita non comincia quasi mai davanti alla porta di casa.
Comincia qualche minuto prima.
Dal quartiere, dal marciapiede, dal modo in cui si arriva al palazzo e, soprattutto, dall’ingresso. Il portone, l’androne, le cassette della posta, l’ascensore, le scale, l’illuminazione delle parti comuni. Sono dettagli che spesso chi vende considera marginali perché, giustamente, pensa: io sto vendendo il mio appartamento, non tutto il condominio.
È vero. Ma chi compra percepisce entrambe le cose.
A volte basta entrare in uno stabile molto curato per affrontare la visita con una sensazione positiva ancora prima di aver visto l’immobile. Succede anche il contrario: un appartamento può essere interessante, ben ristrutturato e luminoso, ma se per raggiungerlo bisogna attraversare parti comuni trascurate, buie o poco ordinate, quella prima impressione finisce inevitabilmente per accompagnare tutto il resto della visita.
Non significa che un bel condominio renda automaticamente bello un appartamento, né che un ingresso datato renda invendibile una casa. Sarebbe troppo semplice. Significa però che quando acquistiamo un appartamento non compriamo soltanto ciò che si trova dopo la porta blindata.
Compriamo anche una parte del palazzo in cui quell’appartamento si trova.
È un aspetto che nella ricerca di casa emerge quasi sempre, magari in modo meno esplicito rispetto alla metratura o al prezzo. Ci si chiede come vengono gestite le parti comuni, se ci sono lavori già deliberati, quanto costa il condominio, se l’ascensore funziona bene, se il cortile è utilizzabile, dove si lasciano le biciclette e, più semplicemente, quale sensazione trasmette quello stabile.
Ci sono poi elementi difficili da inserire in una scheda tecnica ma molto facili da percepire dal vivo.
Un palazzo in cui gli spazi comuni sono curati racconta qualcosa. Non necessariamente della disponibilità economica di chi ci abita, ma spesso dell’attenzione con cui viene gestito. Un ingresso pulito, una bacheca ordinata, una luce funzionante e un cortile tenuto bene sembrano piccole cose, però contribuiscono a dare l’idea di un luogo in cui le persone si preoccupano di ciò che condividono.
Ed è proprio questo il punto: il condominio è una parte condivisa della casa.
Quando compriamo una villetta siamo molto più abituati a guardare tutto. Il cancello, il vialetto, il tetto, la facciata, il giardino. In un appartamento, invece, tendiamo a concentrare l’attenzione sull’interno, quasi come se il resto appartenesse a qualcun altro. In realtà una quota di quel tetto, di quella facciata e di quelle scale sarà anche nostra, insieme alle responsabilità e alle spese che comportano.
Per questo credo che una buona visita debba iniziare prima di entrare nell’appartamento e proseguire anche dopo esserne usciti.
Bisogna guardarsi attorno.
Non con diffidenza e nemmeno con l’idea di trovare per forza qualcosa che non va, ma con la stessa attenzione con cui controlliamo una cucina o un bagno. Capire se il palazzo ha bisogno di interventi importanti, sapere quali lavori sono stati fatti negli ultimi anni e quali potrebbero essere necessari in futuro aiuta a valutare meglio l’acquisto.
Questo vale anche per chi vende.
Naturalmente il proprietario di un appartamento non può decidere da solo di rifare l’androne o tinteggiare la facciata in vista di una visita. Ci sono però piccole attenzioni che possono fare la differenza. Se davanti alla porta c’è qualcosa di disordinato, si sistema. Se la luce sul pianerottolo non funziona, si può segnalare. Se qualcuno nel condominio è più disordinato, basta un attimo a raccogliere e buttare nella differenziata una carta dimenticata a terra o a riordinare una bici appoggiata malamente a un muro.
Sembra banale, ma il primo impatto è molto più veloce di qualsiasi ragionamento razionale.
Prima ancora di iniziare a confrontare prezzi e metri quadrati, chi entra in un luogo decide inconsciamente se lì si sente bene oppure no. Poi naturalmente arrivano le valutazioni più concrete e spesso correggono quella sensazione, però cancellarla completamente non è così semplice.
Negli anni ho visto appartamenti normali valorizzati da palazzi molto piacevoli e immobili bellissimi penalizzati da contesti poco curati. Non sempre questo si traduce direttamente nel prezzo, ma quasi sempre influenza il modo in cui una casa viene percepita.
Per questo, quando si sceglie un appartamento, forse vale la pena ricordare una cosa molto semplice.
La nostra casa non comincia da dove infiliamo la chiave nella serratura, ma comincia qualche metro prima, da dove apriamo il portone dell’edificio in cui è ubicata.
ANDREA LEO
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